a cura di Giuseppe Catenacci (Corso 53-56)
Presidente Onorario dell’Associazione Nazionale Ex Allievi “Nunziatella”

Carlo di Borbone che nel 1734, conquistandola aveva restituito a Napoli la dignità di essere Capitale di uno Stato autonomo, da subito portava a termine la sua rivoluzione militare mettendo a presidio del Regno un forte esercito nazionale la cui ufficialità era formata in Istituti d’istruzione militare in linea con quelli delle grandi potenze dell’epoca.
Di questo periodo e di questa politica sono testimonianza la Real Academia de los Guardias Estendartes de las Galeras fondata nel 1735, la Scuola pratica di Artiglieria istituita con provvedimento del 16 aprile 1736 nell’area del Ponte della Maddalena, la Real Academia y Escuela de Mathematica e la Real Academia del Corpo degli Ingegneri militari istituite rispettivamente con ordinanze del 10 settembre 1745 e del 9 agosto 1754.
A ben vedere è, infatti, proprio al 1745, con l’istituzione della Real Academia y Escuela de Mathematica, che può fissarsi la data di nascita della Nunziatella dovendo considerarsi, come osservato dalla Professoressa Renata Pilati nella sua opera “La Nunziatella: l’organizzazione di un’Accademia militare: 1787-1987”, che la Real Accademia Militare del 1787 “non era una creazione ex novo bensì una ulteriore riforma delle Accademie Militari d’Artiglieria e del Genio fondate e riformate in tempi diversi dal 1745 in poi”.
Nel 1759 Re Carlo intanto lasciava Napoli per salire, col titolo di Carlo III, sul trono di Spagna e gli succedeva il fi glio Ferdinando che, con Real ordine del 26 dicembre 1769, decretava la fusione delle due Accademie preesistenti nella

Real Accademia Militare, successivamente inglobata, con Real ordine del 27 agosto 1774, in un Corpo separato ed autonomo denominato dapprima Battaglione Real Ferdinando e poi Real Accademia Militare del Battaglione Real Ferdinando.

1787-1798: NASCE LA REAL ACCADEMIA MILITARE
La Real Accademia Militare del Battaglione Real Ferdinando, infine, con Real ordini del 27 ottobre 1786, del 23 marzo e del 18 maggio 1787, assumeva una nuova forma e la denominazione di Real Accademia Militare. Il 18 novembre 1787, la nuova Accademia, ubicata nell’ex Noviziato dei Gesuiti a Pizzofalcone, fortemente voluta da Ferdinando IV di Borbone “perché nell’arte della guerra e negli ornati costumi la militare gioventù ottimamente ammaestrata crescesse a gloria e sicurezza dello Stato”, iniziava i suoi corsi, giunti oggi a quota 228.
Il nuovo Istituto, sorto su progetto redatto dal tenente Giuseppe Parisi e da un gruppo di ufficiali grazie alle esperienze fatte in occasione della loro visita, durata ben due anni dal 1782 al 1784, alle più famose Accademie militari attive in Europa, acquistò ben presto solida fama ed il modello educativo che lo informava divenne oggetto di studio tanto che può dirsi che ancora oggi i principi cardine dello stesso continuano ad essere l’elemento portante della Scuola Militare Nunziatella.
Sul finire del 1700, esattamente l’11 marzo 1798, a meno di dieci anni dalla rivoluzione francese e giusto un anno prima della nascita della Repubblica Napoletana, certamente influenzato dallo spirito che aleggiava in quegli anni in tutta Europa, Ferdinando IV, su proposta del Parisi, emanava l’Ordinanza per la Regal Accademia Militare mirabile per il senno, l’antiveggenza, l’ordine e la
precisione delle sue statuizioni finalizzate alla educazione del corpo, della mente e del cuore degli allievi.

1799-1805: LA REPUBBLICA NAPOLETANA E LA PRIMA RESTAURAZIONE BORBONICA
La breve stagione della Repubblica napoletana (23 gennaio-13 giugno 1799) vide la Nunziatella – che aveva intanto assunta la denominazione di Nazionale Accademia Militare – svolgere un ruolo di significativo rilievo. Da essa, infatti, provenivano il Presidente della Repubblica Carlo Lauberg, definito da Benedetto Croce il primo cospiratore del moderno Risorgimento italiano, ed altri due autorevoli componenti di quel governo provvisorio, i professori Pasquale Baffi e Michele Granata; e sempre ad essa apparteneva il maggiore Tommaso Susanna assurto alla carica di Ministro della guerra ed il professore Clino Roselli.
Lauberg ripara in Francia, i professori Baffi , Granata e Roselli vengono afforcati a Piazza del Mercato, il tenente Pietro Lossa, allievo del 1° corso, cade in combattimento nella difesa di Castell S. Elmo, gli ex allievi capitano tenente Pietro Cornè, condannato all’esilio a vita, ed i capitani tenenti Nicola Verdinois, Francesco Giulietti, Giuseppe Biondelli e Giuseppe de Montemayor a pene più lievi. Tutto questo costò caro alla Nunziatella di cui il Ministro della Guerra di Ferdinando IV John Acton, con Real dispaccio del 23 luglio 1799, ordinò la chiusura per le ripetute e manifeste pruove date di non corrispondere alle benefiche mire del Re.
Dopo sei anni di effimera esistenza la Nunziatella, che con Real dispaccio del 1° aprile 1801 aveva assunto la denominazione di Real Convitto Militare e dal 1° dicembre 1802 quella di Real Accademia Militare, a seguito dell’occupazione francese nel maggio 1806 fu nuovamente, anche se solo per pochi mesi, chiusa. Sul Poli, vero protagonista di questo periodo, la Fondazione Nunziatella ha dato alle stampe la tesi di laurea svolta della dottoressa Lucrezia Mastropasqua sulla sua opera Lezioni di storia militare e l’opuscolo Giacomo Leopardi lettore bambino della fi sica di Giuseppe Saverio Poli e della poesia dell’Universo. Infine il 18 novembre 2008, 221° anniversario della Fondazione, con una suggestiva cerimonia è stata intitolata a Giuseppe Saverio Poli il Gabinetto di Fisica della Nunziatella.

1806-15: IL DECENNIO FRANCESE
Nel settembre 1806 venne riaperta da Re Giuseppe Bonaparte prima assumendo la denominazione di Scuola di Artiglieria, e Genio e poi quella di Scuole Politecnico-Militari. Più radicale la riforma di Re Gioacchino Murat che la riordinò sul modello della Scuola Politecnica francese facendole assumere con R.D. 13 agosto 1811, la denominazione di Scuola Reale Politecnica, e Militare.
La nuova “Scuola” ebbe “il compito di propagare la cultura specialmente nel campo delle scienze matematiche, fornire gli ufficiali di Cavalleria e Fanteria alla Armata, formare gli allievi delle Scuole di applicazione d’Artiglieria di terra e di mare, del Genio, degli Ingegneri di costruzione marittime e di quelli di ponti e di strade”.
Da ricordare di questo periodo il D.R. del 16 marzo 1815 con il quale Re Gioacchino Murat dispose che gli allievi della Scuola Reale Politecnica, e Militare entrassero a far parte della Guardia Reale diventando così un battaglione privilegiato incluso di conseguenza nelle riviste di Casa Reale e non più in quelle di linea.

1816-34: LA SECONDA RESTAURAZIONE BORBONICA
L’ordinamento murattiano venne mantenuto dal vecchio Re Ferdinando IV che si limitò nel 1816 a cambiare la denominazione di Scuola Reale Politecnica e Militare in quella di Real Istituto Politecnico Militare.
La successiva riforma del 1823 reintrodusse, infine, nel Real Collegio Militare i principi cardine del vecchio ordinamento del Parisi che non aveva, peraltro, mai smesso di vigilare sui destini della sua creatura.

1835-44: LA NUNZIATELLA E LA REAL ACCADEMIA DI MARINA
Nel 1835, a seguito della soppressione della Real Accademia di Marina e fino alla sua riapertura avvenuta nel 1838 con la denominazione di Istituto d’educazione per il ramo di marina, fu deciso di selezionare per la Marina otto alunni del Real Collegio Militare e di consentire agli allievi di marina della soppressa Accademia rinviati in famiglia di frequentare da esterni la Nunziatella.
I destini delle due Accademie tornarono poi ad incrociarsi allorché il 20 settembre 1841 il Collegio degli Aspiranti Guardie Marine fu fuso con il Real Collegio Militare.

1848-1854: IL 1848 TRA I BANCHI DEL REAL COLLEGIO MILITARE...
Tutto questo accadeva mentre i fermenti di italianità andavano, alla vigilia del 1848, diventando sempre più vivi e diffusi.
Quegli anni - come ricorda Giuseppe Ferrarelli (c. 1842-50), il più appassionato cultore della storia della Nunziatella - commossero l’animo degli alunni del Collegio, e dovevano commuoverlo per le ragioni seguenti. Valorosi erano i professori, e non istruivano solamente ma educavano: educavano meno colle parole che coll’esempio.

1855-61: LA NUNZIATELLA A MADDALONI E LA FINE DEL REGNO DELLE DUE SICILIE
Ferdinando II, profondamente scosso da questo ennesimo tradimento della “sua” Accademia militare, dopo aver trasferito la Corte nella sontuosa Reggia di Caserta volle che anche la Nunziatella traslocasse in Terra di lavoro adattando per essa l’antica residenza dei Carafa a Maddaloni dove il Real Collegio Militare ebbe la sua sede dal 1855 al 1859 (nel 1947 i locali già sede del Real Collegio Militare sono stati dati in uso al “Villaggio dei ragazzi”, fondato in quegli anni da Don Salvatore D’Angelo grande amico della Nunziatella. Questo momento storico è ricordato nel documentato volume di Giuseppe Catenacci e Roberto Maria Selvaggi “Il Real Collegio Militare della Nunziatella a Maddaloni dal 1855 al 1859” realizzato dall’Associazione Nazionale Nunziatella e dalla Società di Storia Patria di Terra del Lavoro nel 1992. Rientrata, per volere di Re Francesco II nella sua antica sede di Pizzofalcone, la Nunziatella conobbe anch’essa, con l’ingresso di Garibaldi a Napoli nel settembre 1860, il dramma che accompagnò la caduta del Regno delle due Sicilie.

1861-1946 LA NUNZIATELLA E I SAVOIA, IL SUO BREVE TRASFERIMENTO A BENEVENTO, LA FINE DEL REGNO D’ITALIA
Con la caduta del Regno delle Due Sicilie ebbe inizio, forse e senza forse, il periodo più buio della storia della Nunziatella. I Savoia, infatti, ritenevano la Nunziatella -nella quale erano stati educati quasi tutti gli ufficiali dello stato maggiore dell’artiglieria e del genio dell’esercito napolitano - e non pochi degli esuli meridionali impegnati nell’esercito piemontese– una istituzione filoborbonica non solo per nascita ma per pieno convincimento di chi vi era stato formato provvidero da subito a ridimensionarne il ruolo. Così dopo averne modificata con R.D. 3 maggio 1861, la denominazione da Real Collegio Militare a Collegio Militare in Napoli, con il R.D. 6 aprile 1862 l’Accademia Militare di Torino divenne l’unico istituto che doveva provvedere l’esercito di ufficiali di artiglieria e del genio, mentre il Collegio militare di Napoli fu ridotto “ad istituto secondario destinato a ricevere i giovani nascenti del primo periodo del corso ginnasiale per prepararli al passaggio nell’Accademia o nella Scuola militare di fanteria e cavalleria”; gli anni di insegnamento furono ridotti a tre e per l’ammissione fu fissata una età non inferiore a 13 anni e non maggiore di 15.
Ad ulteriore conferma della validità e riconoscimento dell’insegnamento che si impartiva alla Nunziatella venne nel 1882 la nomina di Enrico Cosenz (c. 1832-40) – che già negli anni 1860 e 1861 era stato Ministro della Guerra del governo dittatoriale di Garibaldi e del successivo governo luogotenenziale di Luigi Carlo Farini- a primo Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano! Sempre di tale segno furono le successive nomine degli ex allievi Luigi Mezzacapo (c.1825-32) e Bernardino Milon (c.1842-49) a Ministri della Guerra rispettivamente dal 1876 al 1878 e dal 1880 al 1881, di Guglielmo Acton (c.1841-42) a Ministro della Marina (dal 1870 al 1871), di Achille Afan de Rivera (c. 1852-56) Sottosegretario alla Guerra dal 1896 al 1898 e a Ministro dei Lavori Pubblici nel 1898, di Domenico Primerano (c. 1842-50) e di Alberto Pollio (c.1852-60) a Capi di Stato Maggiore dell’Esercito!
Con R.D. n. 4634 del 26 maggio 1887 il Collegio Militare di Napoli, che si preparava a festeggiare il suo centenario, come gli altri Collegi Militari, fu pareggiato ad un istituto civile di pubblica istruzione e nel medesimo tempo fu data facoltà agli allievi di proseguire o meno gli studi nei Collegi stessi, stabilendo fra questi e gli Istituti tecnici una relativa equipollenza di titoli, fissata nel modo seguente: gli allievi che avevano compiuto l’intero corso quinquennale od i primi quattro anni di corso dei Collegi militari, e ne avevano superato gli esami, venivano rispettivamente iscritti al IV od al III anno di corso degli Istituti tecnici (Sezione fisico-matematica). Intanto il 21 aprile del 1920 per ricordare i riconoscimenti concessi ai numerosi ex allievi che si erano distinti sui campi di battaglia della 1a guerra mondiale fu inaugurato l’austero Sacrario-nel quale campeggia il Masso del Grappa con su incisi i nomi di tutti gli ex allievi caduti durante la prima guerra mondiale 1915-18 – Sacrario che ha consumato da allora le emozioni di migliaia di ex. ed il liceo classico della durata di anni tre. Nel 1936 il Collegio Militare di Napoli – che il 6 giugno 1932 aveva ottenuto la facoltà di fare uso del motto araldico Victoriae Regem Dedit – cambiava la denominazione in quella di Scuola Militare di Napoli. Con Regio decreto del 1° ottobre 1936 veniva intanto concesso alla scuola l’altro privilegio dell’uso del laboro-perificato alla bandiera di guerra consegnato in forma solenne dal Principe ereditario Umberto il 25 aprile 1937, nell’ambito delle manifestazioni per il suo 150° Anniversario.

12

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I violenti bombardamenti che si riversarono sul finire del 1942 e nei primi mesi del 1943 su Napoli, indussero poi il Ministero della Guerra a disporre nel marzo del 1943 il trasferimento della Scuola Militare da Napoli a Benevento nei locali attualmente sede dell’Ospedale Rummo dove assumeva la denominazione di Liceo Convitto “Nunziatella”. Pochi mesi dopo, l’11 settembre del 1943, la sede del Liceo Convitto fu occupata dalle truppe tedesche che la saccheggiarono letteralmente e quel poco che rimase andò distrutto nel bombardamento alleato dello stesso giorno. L’esilio a Benevento durò ancora pochi giorni; infatti il 1° febbraio 1944 la Nunziatella fece ritorno nella sua antica sede di Pizzofalcone.

1946-2011 LA NUNZIATELLA REPUBBLICANA
Il 13 giugno 1946 l’ultimo Re d’Italia Umberto II di Savoia all’esito del referendum istituzionale lascia l’Italia e nasce la Repubblica italiana.
La Nunziatella, che l’azione decisa del Sottosegretario alla Guerra Mario Palermo (c. 1914-17) aveva sottratto alla chiusura, riprende il suo cammino guidata dal Comandante Colonnello Oliviero Prunas che è costretto a conciliare la coabitazione tra le truppe di occupazione e gli allievi costretti a vestire l’abito “borghese”.
vestire la divisa che da grigio-verde era diventata di colore cachi, assunse la nuova denominazione di Collegio Militare di Napoli riottenendo il successivo 24 maggio 1950 la bandiera nel corso di una suggestiva cerimonia celebrata nella rotonda Armando Diaz a Via Caracciolo. Poco prima di questa solenne cerimonia il 10 marzo 1950 era nata l’Associazione Nazionale ex Allievi Nunziatella, che ebbe da subito la sua sede all’interno della Scuola militare, con il Generale di C.A. Silvio Brancaccio (c. 1890-95) Presidente e l’Avv. Raffaele “Girolamo” Maffettone (c.1923-26) Segretario-Tesoriere “perpetuo”. Il 18 novembre 1953 la Nunziatella assunse , infi ne, l’attuale denominazione di Scuola Militare “Nunziatella” ed il 2 marzo 1954 ottenne un nuovo stemma araldico ed il motto “Preparo alla vita ed alle armi”, ideato dal Vice Preside Prof. Giuseppe Petroni. Quello che non potè la guerra rischiò però di conseguire la incerta politica militare del secondo dopoguerra che progettò di delocalizzare la Nunziatella in una sede più adeguata ma comunque decentrata, individu ta, di volta in volta, nella Caserma Muricchio al Corso Vittorio Emanuele, nella Caserma Marselli all’Arenaccia o addirittura fuori Napoli.
Grazie soprattutto alla incisiva determinazione dell’Associazione, il pericolo di 24 Maggio 1950, cerimonia di consegna della bandiera alla Nunziatella in Via Caracciolo 19 una delocalizzazione, o quel che è peggio ancora, di una chiusura della Nunziatella sembrava scongiurato dopo la sottoscrizione, il 18 novembre 2004, tra il Sindaco di Napoli, il Capo della Polizia ed il Capo di SME di un protocollo che assegnava la Caserma Bixio al Ministero della Difesa per essere destinata ad ampliamento della Nunziatella.
Purtroppo tale accordo, per ragioni di ordine economico, rischia allo stato, di essere disatteso, così portando in alto mare l’acquisizione di maggior spazi per la sede della Nunziatella ed in pericolo ancora una volta, la sua stessa attuale localizzazione. Intanto nel marzo del 1996 il Ministero della Difesa attivava una sede distaccata della Nunziatella a Milano la quale dal 1° ottobre 1998 diventava autonoma assumendo dapprima la denominazione di 2a Scuola Militare dell’Esercito e poi, dal 2000, quella di Scuola Militare “Teuliè”. Dal 1° ottobre 1999 la Nunziatella è, stata poi funzionalmente collegata all’Accademia Militare di Modena e dal 2004 al Comando per la Formazione e Scuola di applicazione dell’Esercito di Torino.

Nell'anno scolastico 2009-2010 un evento epocale per la Nunziatella: vi vengono ammesse le prime dodici allieve che si sono prontamente integrate con ottimi risultati e senza determinare "crisi di rigetto". Così del luglio 2012 abbiamo i primi ex allievi "donne" della storia dell' Associazione.
Nel 2014, infine, nei saloni di Palazzo Salerno viene firmato lo storico protocollo d'intesa tra i Ministri dell'Interno e della Difesa, il Sindaco di Napoli e il Direttore Generale del Demanio che sancisce il passaggio della Caserma Bixio all'Esercito per essere destinata ad ampliamento della sede storica del Rosso Maniero di Pizzofalcone. Questo l'essenziale "racconto" delle vicende storiche della Nunziatella che possono sintetizzarsi nei giudizi espressi dai Presidenti della Repubblica Cossiga (al quale si deve, tra l'altro, l'autorizzazione agli allievi di fregiarsi sulla divisa di parata dei bottoni con la sigla "RI"), Ciampi e Napolitano in occasione delle loro visite alla Scuola Militare "Nunziatella".

"La Nunziatella, oltre ad essere un luogo di formazione militare, è un luogo di grandissima formazione culturale e civile. Qui è racchiusa la Storia di tutto il nostro Paese. Io credo che l'Italia repubblicana deve far tesoro di tutte quelle che sono le grandi tradizioni militari e per ciò stesso civili che si sono formate in tutto il Paese anche quando questo non aveva raggiunto l'unità politica. La mia presenza alla Nunziatella vuol dire dunque onorare l'Italia in tutta quella che è la sua Storia" (Cossiga, 18 novembre 1989).
"La Nunziatella è un luogo di educazione e formazione non solo di bravi militari, ma anche di bravi cittadini al servizio della Patria" (Ciampi, 18 novembre 2000).
"Con rinnovata ammirazione e antica vicinanza personale saluto la Nunziatella, i suoi ufficiali e i suoi allievi (Napolitano, 10 giugno 2010).

Calendario degli Eventi della Sezione Ex-Allievi Lombardia