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a cura di Nazario Peluso (Corso 2002/05)

Domenica 15 maggio 2016, Milano. Dopo una settimana di freddo, pioggia e nuvoloni, la prima cosa che faccio appena sveglio è controllare il cielo. Il “d’Aquino” da sempre significa anticipo d’estate e prime scottature al sole, vuoi vedere che quest’anno salta la tradizione? Nemmeno per sogno. Cielo azzurro, qualche nuvoletta passeggera, ma il termometro segna già i suoi buoni 25 gradi. Tiro un sospiro di sollievo: anche quest’anno, a fine torneo, avremo le sembianze di una comitiva di tedeschi a Riccione il 2 di agosto. Certe cose sono belle proprio perché non cambiano. Sorrido.

Arrivo al Quanta Village, stessa struttura del 2014, l’ultima nella quale abbiamo vinto. La scaramanzia non è mai troppa e quindi parcheggio nella stessa piazzola dell’altra volta. Sono le 9, l’appuntamento con il resto della squadra è come sempre alle 9:30, ma sempre per la famosa scaramanzia nessuno si è mai presentato prima delle 10. Controllo nella chat di Facebook gli ultimi messaggi: alle 2 di notte gran parte della squadra era ancora a far baldoria in giro per Milano. Credo che non sia un tema di scaramanzia allora. Certe cose sono belle proprio perché non cambiano. Sorrido, ma stavolta con qualche preoccupazione in più. 

I primi ad arrivare sono i nostri Sottotenenti. Michele Marruso, Luigi Bove e Giuseppe Lombardo (tutti del Corso ’09-’12) sono puntuali perché arrivano da fuori, non hanno trascorso la notte con il resto del gruppo. Giuseppe si avvicina subito a me e, da buon esordiente, commette un gravissimo errore: “Gioco ogni tanto
in porta, ma oggi mi piacerebbe giocare in un altro ruolo… che ne pensi?”. Da sempre avere un portiere di ruolo significa aver sistemato il 50% della squadra. I miei occhi dicono più di qualsiasi altra parola. Giuseppe tira fuori i guanti e si avvia verso la porta: giocherà tutte le nostre partite come portiere. Se mai dovesse tornare al “d’Aquino”, dubito porterà con sé ancora i guanti.


Arrivano, con molta molta calma, tutti gli altri Ex Allievi. Comincia subito il giro di interviste per capire il grado di concentrazione dei presunti atleti. Il primo con il quale parlo è Giuseppe Russo (’00-’03), che mi confessa che è arrivato a Milano dimenticando le scarpette da calcio a casa. Che è esattamente come andare in piscina e non portare il costume o come andare al ristorante e mangiare prima a casa. In compenso, è riuscito ad aggiudicarsi la tanto desiderata maglia numero 8 e per la gioia è pronto a divorare chilometri sulla fascia destra. C’è entusiasmo, tanto, e voglia di riprendersi dalla magra figura dello scorso anno (tre sconfitte, zero punti e ultimo posto in classifica). Dal momento in cui mettiamo piede in campo per il riscaldamento, diventano tutti incredibilmente seri e concentrati. Quest’anno ci divertiamo.


10:15: le quattro squadre sono pronte sui due campo di calcio a 7. Si gioca il girone all’italiana, tre partite da 45 minuti per ogni squadra e le prime due classificate al termine del girone disputano la finale nel pomeriggio. Unico particolare: mancano gli arbitri! Arriva la receptionist del centro sportivo: incidente
d’auto. I due sfortunati arbitri, a bordo della stessa auto, hanno avuto un lieve incidente ed ora sono in viaggio verso l’ospedale. Mi giro verso i nostri e non posso fare a meno di pensare che, nella notte, qualcuno ha volutamente sabotato l’auto dei due direttori di gara. Forse una proposta rifiutata, forse un
tentativo di addolcire alcune decisioni nei nostri confronti. Decido di non andare oltre e di far ricadere la colpa sul Morosini. Le altre Scuole concordano. Nel frattempo, la direzione sta contattando altri due arbitri, serviranno quasi due ore per cominciare sul serio. Ragazzi, non stanchiamoci troppo… sarà una lunga e
calda giornata! Ci sediamo all’ombra e ragioniamo su schieramento e tattiche. Scopro, con piacere, che il livello di preparazione è degno di un’aula di Coverciano. 

11:30: arrivano gli arbitri. Cerimonia d’apertura del torneo: la prima cosa che si nota è l’assenza del nostro buon Renato d’Aquino e del suo Due Pizzi da Anziano. Renato, Ex Allievo Nunziatella e figlio dell’Ammiraglio Giacomo (Ex Allievo Teulié e Ufficiale della Marina Militare), è infatti costretto in ospedale per un
intervento chirurgico. Le quattro squadre partecipanti gli tributano un meritato applauso e così il capitano della Teulié, vincitrice della XV edizione, riconsegna alla madrina Teresa Crivella, Ex Allieva Douhet, la coppa del torneo, il famoso “cuppone”.


Primo turno: Morosini – Dohuet e Nunziatella – Teulié. Tra marinai e piloti finisce 7-1 per i veneziani, mentre tra le due Scuole Militari dell’Esercito è battaglia vera. Partita equilibratissima, napoletani più pericolosi in attacco, ma poco concreti, milanesi pronti a ripartire e veloci palla al piede. Prima della fine del primo tempo, Giuliano Bertone (’00-’03) si prende la scena e porta in vantaggio la Nunziatella. Secondo tempo con i napoletani subito sugli scudi e raddoppio di Giuseppe Virzì (’02-’05). La partita si avvia verso il termine, fondamentale cominciare bene il torneo vincendo la prima, specie contro i campioni in carica. Ed è
proprio a questo punto che Zeus fa capire con chi si schiererà oggi. A 5 minuti dal termine, partita praticamente chiusa, un tiro teso in area Nunziatella viene deviato in porta, sotto al sette, dal nostro Angelo De Felice (’98-’01). 2-1 per noi e partita di colpo riaperta: chiudiamo soffrendo. Ultimo minuto di recupero: palla alla Nunziatella, contropiede 3 contro 1 e succede l’impensabile. Palla intercettata dai milanesi, ripartenza veloce per sorprendere i napoletani schierati male, 2-2 e triplice fischio. Risultato giusto, ma partita che si poteva portare a casa con maggiore attenzione e un briciolo di esperienza nel finale, rinunciando ad un contropiede inutile e gestendo meglio il possesso negli ultimi trenta secondi. Sembra un dettaglio di poco conto, ma è l’episodio che costerà ai nostri la vittoria finale. Scopriremo dopo il perché.


Secondo turno: Morosini – Teulié, Nunziatella – Douhet. Tra Venezia e Milano se le suonano di santa ragione. Alla fine è un 4-4 pirotecnico, con pareggio all’ultimo secondo del Morosini. Nel frattempo, sul campo centrale, la Nunziatella si sbarazza facilmente della Douhet pensando già alla differenza reti e
piazzando un 8-0 senza prova d’appello. Eroe della partita il nostro Massimiliano Speciale (’91-’94), autore di una tripletta. C’è gloria anche per Mauro Romano (’91-’94). La partita serve soprattutto a far rifiatare i titolari in vista della gara contro il Morosini che deciderà una delle due finaliste, dando per scontata la
passeggiata della Teulié contro la Douhet.


Terzo turno: Teulié – Douhet, Nunziatella – Morosini. Tra Milano e Firenze è ancora goleada: 11-4 per i milanesi, differenza reti a +7 e Morosini costretto a vincere contro la Nunziatella per andare in finale, il pareggio non basterebbe per differenza reti. Alla Nunziatella potrebbe invece bastare un pareggio. Si arriva
a questa terza partita, con inizio alle ore 14 e temperatura di 31 gradi, dopo già due ore di calcio e con il Morosini che paga la famosa legge del “d’Aquino”: se la squadra è composta da meno di 10 giocatori, considerando che si gioca a 7, la stanchezza prima o poi la paghi. Primo tempo tirato, con la Nunziatella che
riesce a mettere la testa avanti e chiudere il primo tempo sull’1-0. Nel secondo tempo, però, i veneziani crollano fisicamente e senza ricambi vanno incontro ad una pesante sconfitta: 8-0 Nunziatella e finale tra le due Scuole Militari dell’Esercito. Grande rammarico: con la vittoria nella prima partita contro la Teulié,
avremmo potuto far riposare tutti i nostri titolari nell’ultimo match e con una sconfitta indolore avremmo ritrovato in finale il Morosini, già cotto perché senza sostituzioni e quindi avversario agevole per aggiudicarsi o’cuppone. Ormai il dado è tratto, in finale sarà una questione di famiglia tra Renato e suo padre.


Durante la pausa pranzo i nostri hanno modo di ricaricare le pile e salutare gli altri Ex Allievi giunti al campo per incitarli: ci sono, in ordine di anzianità, Giorgio Simeone (’51-’55), Alessandro Marabelli (’56-’59), Cesare Vicario (’58-’62), Francesco De Santis (’91-’94), Alessandro Continiello (’91-’94), Alessandro Lo Bello (’94- ’97), Angelo Zuozo (’99-’02), Mario Navas (’99-’02) e Luca Miraglia (’11-’14).


Si arriva così alla finale, che comincia alle 16: Nunziatella – Teulié. Purtroppo per noi, non c’è molto da scrivere sulla partita. I nostri accusano un calo fisico e di energie nervose e ci mettono un po’ di tempo prima di entrare in partita. La Teulié gioca molto meglio della primissima gara e chiude la prima frazione in
vantaggio di 1-0. Secondo tempo che inizia con lo stesso copione e dopo pochi minuti c’è il raddoppio dei milanesi. Scatto d’orgoglio per la Nunziatella, Bertone sigla la rete dell’1-2 che riaccende nei nostri la speranza di giocarsela ancora. Scorrono una decina di minuti con la Nunziatella all’attacco, per provare di riagguantare il pari, ma sull’ennesimo contropiede ben gestito dalla Teulié c’è il 3-1 che chiude di fatto la partita. Negli ultimi minuti squadre riversate nella metà campo dei milanesi e, proprio in chiusura di partita, l’ultimo contropiede Teulié chiude la finale con il 4-1 definitivo che riporta, per il secondo anno
consecutivo, o’cuppone nei corridoi di Corso Italia.


Chiudiamo secondi, alle spalle di una Teulié gigantesca, piazzando il graffio finale con il nostro Giuliano Bertone miglior giocatore del torneo. Salutiamo i vincitori dopo aver reso onore alla nostra Scuola dentro e fuori dal campo. Sempre corretti, leali con avversari ed arbitri, impegno profuso fino al triplice fischio della
finale, usciamo dal campo con la delusione per non aver alzato al cielo la Coppa, ma con la consapevolezza di aver dato tutto e di aver fatto onore alla divisa indossata. Nello spogliatoio si parla già di rivincita per il prossimo anno, ma i veterani del torneo sanno già che ogni anno è una storia a sé e che l’unica cosa che realmente conta è provarci sempre e guadagnarsi il rispetto di avversari e tifosi sul campo.


Questi i nomi dei nostri 14 che sfiorarono l’impresa:
Portiere – Giuseppe Lombardo (’09-’12)
Difensori centrali – Angelo De Felice (’98-’01), Nazario Peluso (’02-’05)
Terzini – Giuseppe Russo (’00-’03), Salvatore Malatino (’10-’13), Pierfrancesco Nemola (’10-’13), Alessandro Pinzo (’12-’15)
Centrocampisti – Giuliano Bertone (’00-’03), Tommaso Pintauro (’00-’03), Michele Marruso (’09-’12)
Attaccanti – Mauro Romano (’91-’94), Massimiliano Speciale (’91-’94, Capitano), Giuseppe Virzì (’02-’05), Luigi Bove (’09-’12)


Questa la classifica finale:
1. Teulié
2. Nunziatella
3. Morosini
4. Douhet


Miglior giocatore del torneo: Giuliano Bertone (’00-’03), Ex Allievo Nunziatella


Un sentito ringraziamento a Renato d’Aquino (’69-’72), main sponsor dell’evento, a tutti gli Ex Allievi calciatori arrivati da tutte le parti d’Italia (e qualcuno persino da Londra), agli Ex Allievi giunti al centro sportivo per supportare i nostri, alla Sezione Campania e Basilicata per aver fornito le divise da gioco, a Mario Russo (’02-’05) per la corsa contro il tempo per consegnarci le divise nonostante i tanti impegni familiari di quest’ultimo periodo ed alla Sezione Lombardia per aver organizzato la XVI edizione del torneo “Amm. Giacomo d’Aquino”.


Appuntamento alla prossima edizione!
Nazario Peluso (’02-’05)

Impresa 

In piedi, da sinistra: Massimiliano Speciale, Giuseppe Russo, Angelo De Felice, Giuseppe Virzì, Giuliano Bertone, Tommaso Pintauro, Nazario Peluso
In basso, da sinistra: Michele Marruso, Luigi Bove, Pierfrancesco Nemola, Salvatore Malatino, Giuseppe Lombardo, Mauro Romano.